Centro Sociale Autogestito BARATTOLO

news

Perchè un Centro Sociale Autogestito a Pavia
postato il 1997-09-09
Da: Coordinamento Pavese per gli Spazi Sociali
Collettivo Co.R.S.A.Ri.
postato il 1997-10-10
Da: CSA Barattolo
La Pace è possibile!
postato il 1999-06-03
Da: CSA Barattolo
"Il Barattolo" riapre ad ottobre!
postato il 2000-10-01
Da: CSA Barattolo
2001: odissea nello spazio sociale
postato il 2001-03-17
Da: CSA Barattolo
Attentato incendiario
postato il 2001-04-25
Da: CSA Barattolo
Commercianti: Pavia non è il vostro bel salotto!
postato il 2001-11-01
Da: CSA Barattolo
IMMIGRazione
postato il 2002-07-03
Da: CSA Barattolo
Corsaro anno 4, numero 2
postato il 2004-03-12
Da: CSA Barattolo - Collettivo Co.R.S.A.Ri.
20 MARZO 2004 tutti a roma contro la guerra
postato il 2004-03-20
Da: CSA Barattolo

iniziative

Comunicato dopo la rioccupazione
Dopo il muro razzista del centro di accoglienza abbattuto a Fossarmato, sabato mattina è crollato il muro di censura che chiudeva il CSA Barattolo.
Abbiamo deciso di mandare un ulteriore messaggio a questa giunta convinta di poter zittire il dissenso sociale costruendo muri.
Abbiamo deciso di mandare un messaggio di speranza a quella città che ama la libertà.
In 12 anni di storia del Centro Sociale, di attività politiche, culturali e aggregative, siamo riusciti a trasformare lo stabile in via dei Mille in qualcosa in più di 4 mura e un tetto: un laboratorio politico attraversato da moltissimi movimenti, un modello alternativo di partecipazione e di socialità fondato sull’autogestione, uno spazio divenuto simbolo per tutto coloro che non si arrendono all’idea di vivere nel migliore dei mondi possibili e che sfruttamento, oppressione ed emarginazione siano mali inevitabili.
L’azione di sabato è stata una risposta alla brutalità della giunta comunale. Dopo aver suscitato lo sdegno di un’intera città e la protesta di mille e più voci, il comune ha pensato di poter rimediare con una mossa meramente mediatica, destinando il Barattolo ad altri gruppi socialmente impegnati. Vogliono fomentare la guerra tra poveri per lasciare totalmente irrisolto il problema degli spazi sociali, in un territorio dove solo la speculazione sembra trovare diritto di cittadinanza.
Sabato il comune ha nuovamente mostrato il proprio reale volto negando esplicitamente il nostro diritto ad esistere. Per questo riteniamo che non sia possibile alcun dialogo con le istituzioni comunali e non ci siederemo con loro ad alcun tavolo di trattativa.
Nel frattempo l’occupazione del Barattolo ha permesso che venisse aperto un tavolo di confronto con Prefettura, Provincia e Università sulla questione degli spazi sociali. E’ giunto il tempo che anche le istituzioni universitarie si facciano carico di quella che è un’esigenza espressa in primo luogo dai suoi stessi studenti.
Al termine della giornata, dopo aver guadagnato il diritto ad aprire il centro alla cittadinanza solidale per svolgere un’assemblea, abbiamo salutato lo spazio che ci ha ospitato in questi anni.
L’abbandono dello stabile di via dei Mille non segna però la fine del Centro Sociale Barattolo.  Il Barattolo infatti non è 4 mura, il Barattolo è un’idea, un progetto politico, sono le pratiche condivise che una collettività sceglie in modo autonomo per agire sul reale. Per questo non può essere murato.
Ma il Barattolo tornerà presto ad essere anche uno spazio fisico dove continuare a autodeterminare il nostro futuro, costruendo solidarietà, mutualismo, servizi e inclusione.
La nostra determinazione sarà sempre più forte dei loro interessi.
Centro Sociale Autogestito Barattolo
Abbiamo deciso di mandare un ulteriore messaggio a questa giunta convinta di poter zittire il dissenso sociale costruendo muri.
Abbiamo deciso di mandare un messaggio di speranza a quella città che ama la libertà.
In 12 anni di storia del Centro Sociale, di attività politiche, culturali e aggregative, siamo riusciti a trasformare lo stabile in via dei Mille in qualcosa in più di 4 mura e un tetto: un laboratorio politico attraversato da moltissimi movimenti, un modello alternativo di partecipazione e di socialità fondato sull’autogestione, uno spazio divenuto simbolo per tutto coloro che non si arrendono all’idea di vivere nel migliore dei mondi possibili e che sfruttamento, oppressione ed emarginazione siano mali inevitabili.
L’azione di sabato è stata una risposta alla brutalità della giunta comunale. Dopo aver suscitato lo sdegno di un’intera città e la protesta di mille e più voci, il comune ha pensato di poter rimediare con una mossa meramente mediatica, destinando il Barattolo ad altri gruppi socialmente impegnati. Vogliono fomentare la guerra tra poveri per lasciare totalmente irrisolto il problema degli spazi sociali, in un territorio dove solo la speculazione sembra trovare diritto di cittadinanza.
Sabato il comune ha nuovamente mostrato il proprio reale volto negando esplicitamente il nostro diritto ad esistere. Per questo riteniamo che non sia possibile alcun dialogo con le istituzioni comunali e non ci siederemo con loro ad alcun tavolo di trattativa.
Nel frattempo l’occupazione del Barattolo ha permesso che venisse aperto un tavolo di confronto con Prefettura, Provincia e Università sulla questione degli spazi sociali. E’ giunto il tempo che anche le istituzioni universitarie si facciano carico di quella che è un’esigenza espressa in primo luogo dai suoi stessi studenti.
Al termine della giornata, dopo aver guadagnato il diritto ad aprire il centro alla cittadinanza solidale per svolgere un’assemblea, abbiamo salutato lo spazio che ci ha ospitato in questi anni.
L’abbandono dello stabile di via dei Mille non segna però la fine del Centro Sociale Barattolo.  Il Barattolo infatti non è 4 mura, il Barattolo è un’idea, un progetto politico, sono le pratiche condivise che una collettività sceglie in modo autonomo per agire sul reale. Per questo non può essere murato.
Ma il Barattolo tornerà presto ad essere anche uno spazio fisico dove continuare a autodeterminare il nostro futuro, costruendo solidarietà, mutualismo, servizi e inclusione.
La nostra determinazione sarà sempre più forte dei loro interessi.

Centro Sociale Autogestito Barattolo
Autore: csa barattolo

documenti

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