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FATTISPAZIO DaYÈ proprio necessario, durante e dopo cena, incantarsi davanti ad un televisore che diffonde banalità? È proprio necessario desertificare le città dopo “la prima serata”? È proprio necessario interdire i cosiddetti spazi pubblici, ovvero strade, piazze o parchi, a chi li potrebbe riempire di musica, colori e parole?
La vera necessità per noi è quella di riappropriarsi degli spazi cittadini per condividere musica, raccontare storie, godere della bellezza di piazze e strade e della gente che le frequenta.
Siamo convinti che la città appartenga a chi la vive e non a chi osserva torvo e indignato dietro persiane scolorite, pronto a denunciare chi non si adegua al suo stile di vita. Abitante è colui che percorrendo le strade del proprio quartiere riconosce i nuovi vicini che hanno preparato un aperitivo fuori dalla propria porta o i ragazzi che ridono fragorosamente, colui che organizza o partecipa ad un'iniziativa nel circolo in fondo alla via.
Pavia non fa eccezione alla tendenza, comune a decine di altre città, a creare false contrapposizioni tra chi lavora e produce e chi persegue l'eversiva volontà di divertirsi. Contro chi chiede spazi di dibattito e cultura, a meno che non rappresenti un'istituzione riconosciuta politicamente o economicamente, si alza un muro di divieti, reclami, cavilli burocratici: chi ci vuole seduti a ingoiare sapere in pillole, pronti ad affrontare una vita di lavoro precario e di sfruttamento, non accetta che si esca dai suoi schemi di vita consuetudinaria.
Vorremmo spiegare ai cittadini che la crescita politica e culturale di una città, di un paese, dipende dalla capacità che hanno i suoi abitanti di condividere, partecipare, discutere e prendere coscienza della speculazione che altri poteri, nient'affatto democratici, operano sulle loro vite e sul loro territorio.
Vorremo far capire agli amministratori, come a chi li ha votati, che provvedimenti restrittivi nei confronti di giovani e meno giovani, studenti e lavoratori, non affievoliscono l'esigenza di luoghi d'incontro.
Vorremmo chiarire che la repressione dei bisogni più naturali dei cittadini, nel tentativo di nascondere il disagio, non fa altro che alimentarlo.
Vorremmo poter sfruttare la città in cui viviamo, non per lucro, ma per creare socialità abbattendo i muri innalzati per paura e ignoranza e senza essere obbligati a spendere per questo in costosi locali.
Perciò chiediamo ai nostri vicini di casa di poter parlare, ascoltare musica o cantare, in libertà, senza essere sorvegliati, o peggio, dalle forze dell'ordine. Vogliamo riappropriarci degli spazi pacificamente ma con determinazione, rumorosamente ma coloratamente. Oggi lanciamo le campagne FATTISPAZIO con una prima riappropriazione dimostrativa del suolo pubblico:
Fattispazio DaY Mercoledì 2 luglio Piazza Duomo Pavia:
Dalle 17.30:
**Giocolieri e Marionette
**giochi di strada per la riappropriazione degli spazi Comuni>>>Torneo aperto di calcetto a 5 // Sfide a Rubabandiera
**Musica Afro con centinaia di Djambe e Bonghi>>> portate i vostri strumenti
**Art painting con artisti e Writers
Dalle 22.30
****Corteo/Fiaccolata/Processione con Santi protettori degli studenti per le vie del centro****
>>>>>> DjSet con reggae/tecno/blackhip-pop>>>>>> **************Cibo e Birra per tutti**************
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Data: 27-06-2008 Autore: Fattispazio.noblogs.org |
CSA Barattolo '10 anni per una città diversa'Dieci anni fa Pavia non doveva essere una città meno sonnecchiosa di oggi... anche se di certo c'erano delle differenze: un'istituzione come “il Mario” era ancora aperta e c'era soprattutto l'abitudine di ritrovarsi nelle piazze. Per molti la piazza era “il foro” e si passava il tempo giocando a calcio con le lattine, “a barattolo” appunto!
Poi un po' alla volta è nata l'esigenza di qualcosa di nuovo, di uno spazio che non fosse solo un luogo di incontro, ma un luogo dove fosse possibile approfondire determinate tematiche, organizzare dibattiti e eventi. Fin dall'inizio il Comune, che aveva ristrutturato lo spazio con fondi europei per poi lasciarlo inutilizzato, ha posto diversi ostacoli, impedendo ai ragazzi di svolgere iniziative, perché dichiarate illegali o inadatte alla struttura. Alle attività ludiche si sono affiancati subito importanti progetti, come 'Il Quartiere Sociale', uno studio sulle aree dismesse della città e un possibile recupero partecipato e collettivo di questi spazi, argomento ancor oggi fondamentale.
Il periodo precedente il G8 di Genova è stato forse quello più creativo e prolifico, con la nascita del Pavia Social Forum assieme a numerosissimi altri gruppi e associazioni: una rete di realtà autorganizzate e singoli che si inseriva nel discorso politico dei movimenti no global, per dare voce e difendere la rivendicazione dei diritti e della libertà di tutti i popoli del mondo, contro i soprusi delle multinazionali e le privatizzazioni delle risorse della terra! E poi il periodo subito successivo, con il lavoro di supporto materiale e legale a tutte le vittime della repressione e della violenza di Stato di quel luglio 2001.
Da allora altri avvenimenti hanno segnato la storia e l'attività dei movimenti fino a farsi sentire qui a Pavia: ne sono un esempio lo scoppio delle due guerre, Afghanistan 2001 e Iraq 2004, seguito in entrambi i casi da grandi manifestazioni di piazza e da una forte partecipazione, in primo luogo dei gruppi di studenti medi.
Oggi come allora le politiche riguardanti i territori, le loro risorse e le persone che vi vivono rimangono importantissimi. Ancora di più si può vedere come i grandi discorsi si riflettano sulla realtà che ci circonda e come possano essere affrontati anche in maniera partecipata e condivisa, a partire da una città che non sa riprogettare i suoi spazi oltre la logica del centro commerciale e che vive sulla presenza di migliaia di studenti senza tenerne conto nelle proprie politiche.
Il Barattolo continua ad essere uno spazio libero, aperto alle iniziative autorganizzate che immaginano e promuovono un modello diverso, che ripensi il riutilizzo delle aree dismesse con una gestione sensata delle risorse compatibile con l'ambiente e la vivibilità, che coinvolga chi abita il territorio, dando voce alle esigenze di mobilità, di accesso alla cultura e ai saperi e di socialità.
Esempi chiari sono la lotta contro la costruzione della Broni-Mortara e degli impianti di bioetanolo di Zinasco e Rivalta Scrivia.
E' da poco iniziato uno Sportello Migranti con l'associazione 'Ci siamo anche noi' che si tiene tutti i Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle ore 14.
E tante altre iniziative sono in cantiere...
csabarattolo.org
collettivo Co.R.S.A.Ri.
Data: 08-06-2008 Autore: CSA Barattolo |
Un CPT sotto casa tua!UN CPT SOTTO CASA TUA!!
Il CPT (Centro di Permanenza Temporanea) è il luogo in cui vengono rinchiusi tutti gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile, ovvero tutti coloro che vengono trovati senza permesso di soggiorno, compreso coloro che sono costretti a lavorare in nero e quindi senza possibilità di regolarizzarsi, anche se non hanno mai compiuto alcun reato.
I detenuti sono spesso sistemati in container e in altri tipi alloggi inadeguati a un soggiorno prolungato, esposti a temperature estreme, in condizioni di sovraffollamento. Alcuni centri hanno uno spazio aperto troppo angusto, quando non manca del tutto, le condizioni igieniche sono quasi sempre carenti e il cibo scadente.
L'assistenza medica nei centri è del tutto inadeguata (inesistenza di assistenza psicologica e psichiatrica, assenza di reparti per categorie vulnerabili, carenza nella gestione di cartelle cliniche e nelle misure per prevenire il diffondersi di epidemie). In particolare, molto frequente è l'eccessiva prescrizione di sedativi e tranquillanti.
Inoltre in queste strutture sono sottratte a qualsiasi forma di monitoraggio essendo difficilissimo entrare sia per i parlamentari, per i giornalisti, per gli avvocati, come per i volontari.
Il nuovi progetti governativi, coerentemente con la deriva repressiva, allarmista, xenofoba e sicuritaria promossa in modo bipartisan da tutte le forze in parlamento, pare che vogliano trasformare l’ex caserma Rossani in uno di questi luoghi di discriminazione e tortura.
I dati mostrano inconfutabilmente che la propensione a delinquere di un immigrato regolare è addirittura inferiore a quella degli italiani e che è proprio l’impossibilità di ottenere una regolarizzazione (e quindi una casa, un contratto di lavoro ecc.) a spingere uomini e donne disperate verso il crimine.
Nonostante questa evidenza le forze parlamentari preferiscono ancora una volta adottare la via della repressione, sprecando denaro pubblico che potrebbe invece essere destinato alle politche sociali.
Se ciò che abbiamo letto corrisponde al vero l’ex caserma rischia di diventare l’ennesimo esempio di questa politica miope. Il prg prevedeva che in quella caserma dovesse essere costruito un polo formativo (http://www.comune.pv.it/on/Home/IlComune/Pianiprogettierelazioni/documento3365.html) mentre alla fine si sceglie di investire per costruire un CPT. Ma cosa crediamo che serva a Pavia? Prigioni o conoscenze? Violenza o cultura? Repressione o libertà?
NO AI CPT, NE’ A PAVIA NE’ ALTROVE!!
Data: 05-06-2008 Autore: CSA Barattolo |
10 anni di Centro SocialeSabato 24 maggio, festa per i dieci anni del centro sociale autogestito Barattolo.
Era il 1998 quando è nata l’idea di creare un centro sociale a Pavia, una città sonnolenta dove è molto difficile rompere il muro dell’indifferenza. Volevamo creare uno spazio autogestito dove sperimentare nuove forme di aggregazione al di fuori della logica del profitto personale e dove promuovere una partecipazione politica diretta dal basso. Uno spazio che potesse dar voce ed espressione a quei gruppi che normalmente, vuoi perché alieni al sistema dei partiti, vuoi perché non hanno le conoscenza giuste, vuoi perché sono i soggetti deboli e diseredati della società, sono totalmente estrommessi sia dai processi di deliberazione politica che dall’accesso ai mezzi di comunicazione. In questi anni abbiamo dovuto superare molte difficoltà tra cui un incendio e numerosi agguati di matrice fascista (l’ultimo circa due mesi fa ad opera di Forza Nuova). Tuttavia il Barattolo ha saputo ritagliarsi un ruolo centrale nella vita sociale della città divenenedo un punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscono in valori come l’antifascismo, il rifiuto di ogni forma di razzismo e xenofobia, il rifuto della guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali, la partecipazione diretta alle scelte di governo del territorio, la promozione di politiche isporate ad un principio di uguaglianza sostanziale tra gli uomini.
Nonostante questo guardiamo a Pavia e vediamo ancora oggi un città disorientata, incapace di dare una direzione sostenbile al proprio sviluppo economico, sociale, ambientale. Una città che, nonostante i 25.000 studenti iscritti alla sua università, non offre loro alcuna possibilità espressione chiudendo i pochi spazi sociali rimasti in centro.
Per questo lo slogan delle festa per i 10 anni del Barattolo è: “10 anni per costruire uno spazio sociale, ora riprendiamoci la città”. Non vogliamo che il Baratolo diventi un rifugio da eremiti in una Pavia ridotta a centro commerciale di giorno e dormitorio di notte, periferia della metropoli allargata milanese; ciò che vogliamo è che spazi come il Barattolo diventino il punto di partenza per riaffermare un’idea di socialità che sta sempre più scomparendo dalle città e dalla società in generale.
Programma della giornata:
MUSICA:
A partire dalle 15:00 pomeriggio musicale con gruppi di Pavia e provincia:
- CollyWobbles (Ska)
- UmanaMiseria (Punk rock)
- TullamoreDew (Irish-punk)
- Giocattoli di Clara (punk Hardcore)
- Violet (Punk rock melodico)
- Koan (Grunge alternativo)
La sera, a partire dalle 22:00:
- RedWine (HardCore melodico)
- Alba di Nuovo (Punk hardcore)
- L'invasione degli omini verdi (Punk hardcore)
VIDEOPROIEZIONI: all’interno, per tutta la giornata saranno proiettati:
-Nazirock (documentario sulla destra estrema italiana)
-Biutiful cauntri (sull’organizzazione camorristica alla spalle dello scandolo rifiuti in Campania)
-Parole sante (documentario di Ascanio Celestini sull’autorganizzazione dei lavoratori del call center di Atesia)
-Ordine pubblico (video realizzato dal Genoa legal forum sulla repressione dei movimenti al G8 di Genova)
-Blu Notte (puntata della trasmissione diretta da Carlo Lucarelli sul G8 di Genova che ricostruisce gli eventi del 20 e 21 luglio analizzando le contraddizioni, le omissioni e le responsabilità delle forze dell’ordine)
-Opera Gagia (documentario sulle proteste contro il campo nomadi di Opera culminate col rogo delle tende della protezione civile e la fuga delle famiglie rom)
ALLE 18.30 ASSEMBLEA DELLE REALTA’ PAVESI SULLA SITUAZIONE E LE PROSPETTIVE DEGLI SPAZI SOCIALI IN CITTA’
Data: 24-05-2008 Autore: CSA Baratttolo |
I Rom della Snia...Quando Pavia ha dismesso la propria umanitàIl documento presenta una ricostruzione delle vicende legate all'occupazione della Snia di Pavia da parte delle comunità migranti, allo sgombero dell'agosto 2007 e alla successiva diaspora della comunità Rom. Il testo fornisce anche un'analisi dell'operato delle amministrazioni pubbliche e una sintesi delle iniziative promosse dalle associazioni, dai movimenti e da altri gruppi informali a favore della comunità migrante.
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Data: 10-05-2008 Autore: C.s.a. Barattolo |
No borders - No precaritySiamo migranti e precari di quest'angolo di mondo: difficile riuscire a contarci, anche per noi, perché di solito siamo chiusi nei callcenter, nelle logistiche, negli ospedali, disseminati nei cantieri, nei centri commerciali, nelle università, negli aeroporti, dispersi nelle pieghe di un orario che non distingue giorno e notte, di un calendario che non conosce feste e ponti.
A noi non parlano sindacati e partiti, se non quando c'è in ballo un pacchetto di tessere o di voti; non ci riguardano le politiche economiche e le tutele del welfare; di noi non parlano TV e giornali se non per agitare qualche allarme sociale o cavalcare le paure della gente.
Beh, ogni tanto qualcuno si accorge di noi: siamo quelli delle ordinanze dei sindaci sceriffi e dei pacchetti sicurezza, siamo quelli che non possono permettersi una casa e un reddito garantito e quindi non possono essere chiamati cittadini, quelli che ogni tanto vorrebbero almeno ritrovarsi in strada, nelle piazze, negli spazi di quelle città che abbiamo contribuito a costruire ed arricchire senza dover essere ripresi, controllati, schedati come banditi criminali.
Eppure siamo dappertutto e non è difficile riconoscerci: siamo nelle vostre merci, che abbiamo ideato, prodotto e trasportato; siamo nei servizi della vostra banca-telefonino-supermercato; siamo nelle vostre case, che abbiamo costruito, abitiamo in affitto a peso d'oro e non potremo mai comprare perchè costano al metro quadro 2-3-4 mesi della nostra vita; siamo nei vostri vestiti, nei vostri attrezzi e nelle vostre macchine, che arrivano dai nostri paesi d'origine, vendute al saldo dei diritti e della dignità dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.
Continuino pure a non parlare di noi e per noi: non ci servono rappresentanti perché ci siamo noi, qui, ora a dare forma ai nostri diritti, sogni e desideri. Anche noi vogliamo sicurezza: del reddito – del lavoro e sul lavoro - della casa - dell'educazione – di uno sviluppo sostenibile. Era difficile contarci, anche per noi, ma abbiamo imparato: si comincia sempre dall'1...
Buon 1° Maggio
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Data: 01-05-2008 Autore: Comunità migranti |
25 aprile: Osservatorio Antifascista Il nostro antifascismo e il loro
Siamo quelli che non dimenticano. Siamo quelli che non tradiscono. Siamo però anche
quelli che vogliono tener vivo l'antifascismo, cercando di capire e spiegare cosa significhi
essere antifascisti nel 2008 – e cosa ha significato dagli anni Venti fino al 25 Aprile 1945.
Tanti, quasi tutti ormai, a parole sono “antifascisti”.
Dell'Utri, di Forza Italia, forse è “antifascista”, ma promette di “riscrivere i libri di storia”, e
sappiamo bene cosa voglia dire: farcirli delle menzogne con cui si cerca di seppellire la
Resistenza. Ad aiutarli ci sono volenterosi calunniatori professionisti, come Pansa, che in
teoria sta col centrosinistra, ma anche su queste cose c'è “l'inciucio”.
Fini, di AN, riconosce che il fascismo è “il male assoluto”, ma chi era nella cabina di regia
del macello di Genova nel 2001, a riproporre in chiave moderna un estratto di quel male
assoluto?
Bossi, della Lega Nord, ormai molti anni fa si diceva “antifascista”, e certo non ha simpatia
per il nazionalismo tricolore; ma cambia tanto se al posto dell'Italia e di Roma ci mettiamo
la Padania e Pontida, ma pur sempre riproponendo la caccia al “marocchino”, allo
“zingaro”, al “comunista”? Il linguaggio, la struttura, il programma della Lega Nord oggi
ancora al governo sono quelli di un movimento neofascista.
Ma cosa dire del Partito Democratico? Il PD parla spesso di antifascismo e anche oggi,
qui a Pavia dove governano la città, sentiremo la retorica dei loro discorsi.
Dov'era questa sensibilità antifascista quando i neonazisti di Forza Nuova aprivano un
covo in via dei Mille, provocatoriamente proprio di fianco al Centro Sociale Barattolo (che
infatti è stato attaccato da una squadra di picchiatori pochi giorni fa, che hanno mandato
un ragazzo all'ospedale aggredendolo in 10 contro 1)?
Dov'era questa sensibilità antifascista quando il sindaco Capitelli perseguitava le famiglie
povere ed immigrate (uomini, donne e bambini) della ex SNIA Viscosa? E sappiamo bene
quali interessi speculativi si nascondessero dietro questa operazione. Come si può
chiamare questa persecuzione dei poveri, deportati di qua e di là invece che essere aiutati
ad uscire dalla propria drammatica condizione sociale, se non una forma moderna di
fascismo?
E, d'altronde, in questo la giunta Capitelli fa solo il verso ad altre giunte analoghe dello
stesso colore (Bologna, Firenze, Roma) e all'ex governo Prodi, che promosse un
“pacchetto sicurezza” dal chiaro contenuto fascista, che prevedeva la deportazione forzata
degli immigrati colpevoli di essere “troppo poveri” o addirittura... di avere un parente
delinquente!
Per noi l'antifascismo oggi è anche e soprattutto antirazzismo! Le minoranze perseguitate
di oggi, capri espiatori delle ingiustizie create da lorsignori, sono proprio gli immigrati. Chi
soffia sul fuoco del razzismo sta giocando di sponda coi gruppi neofascisti come Forza
Nuova o la Fiamma Tricolore!
L'antifascismo delle chiacchiere non avrà i nostri applausi.
Chiudere la sede fascista in via dei Mille!
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Fermare il razzismo e la guerra tra poveri!
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Giustizia, uguaglianza, pace e diritti
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Osservatorio Antifascista Pavese
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Data: 25-04-2008 Autore: Osservatorio Antifascista |
La Storia siamo Noi, Sabato 17 tutti a Genova.Sabato si terrà a Genova una manifestazione per chiedere la verità sugli avvenimenti del G8 del 2001. A sette anni da quei tragici giorni ancora nessuno dei responsabili della sistematica repressione dei movimenti e della caccia all'uomo per le strade di Genova ha pagato. Dall'archiviazione del procedimento per l'omicidio di Carlo Giuliani (in cui le immagini inconfutabili sono valse meno delle surreali perizie balistiche) alla mancata inchiesta parlamentare, prima promessa in campagna elettorale e poi saltata, l'unica cosa che abbiamo visto è stata la volontà di insabbiare e riscrivere la storia camuffando le violenze della Diaz e le torture di Bolzaneto da effetti collaterali del mantenimento dell'ordine pubblico, legati all'iniziativa di poche mele marce. Non è così: Bolzaneto, la Diaz, le sanguinose cariche ai cortei autorizzati dei disobbedienti e dei pacisfisti fatte con le camionette, le mazze fuori ordinanza e i gas CS (proibiti in guerra ma leciti nelle piazze) sono solo declinazioni particolari di una gestione della piazza finalizzata reprimere con la violenza i movimenti.
Chi invece rischia di pagare caro sono i 25 imputati nei confronti dei quali la requisitoria dei pm ha chiesto complessivamente 225 anni oltre al pagamento di 100.000 euro a testa per danni all'immagine dell'Italia, come se Amnesty International si riferisse ai manifestanti quando parlava "della più grande violazione di diritti umani nelle democrazie occidentali". Questa manovra, così come il pacchetto sicurezza approvato sull’onda emotiva di un’emergenza criminalità inesistente (dati del viminale alla mano), si propone di criminalizzare tutti quei sogetti, siano rom e migranti in genere, senza dimora o attivisti dei movimenti, che fanno emergere le contraddizioni e le ingiustizie della società in cui viviamo.
Anche da Pavia ci stiamo organizzando per partecipare al corteo di domani, per ribadire che la storia di Genova non si riscrive. Come sempre, con Carlo nel cuore.
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Data: 17-11-2007 Autore: C.s.a. Barattolo |
Appello manifestazione AntirazzistaNelle ultime settimane la provincia di Pavia è stata teatro di numerosi episodi violenti di stampo xenofobo e razzista che hanno colpito le famiglie Rom sgomberate dall'area Ex-Snia. Questi fenomeni sono frutto non solo di un'intolleranza sempre più radicata in larghi strati della nostra società, ma anche dell'incapacità delle istituzioni, sia locali che nazionali, di gestire le richieste di accoglienza e integrazione, forse troppo prese ad assecondare le mire di piccoli e grandi speculatori.
I migranti sono una risorsa, non un’emergenza. Per questo è necessario superare completamente le vecchie politiche sull'immigrazione rifiutando la logica del mero assistenzialismo, o peggio, dell'ordine pubblico, e attuando progetti d'integrazione a lungo termine che permettano ai cittadini migranti di avere un lavoro, una casa e una scuola per i bambini. Siamo convinti che questa sia l’unica via per garantire a tutti i migranti pari diritti, pari doveri e pari opportunità.
Denunciamo inoltre il lassismo di chi avrebbe dovuto vigilare per evitare che episodi come quelli avvenuti a Pieve Porto Morone potessero ripetersi per più giorni nella totale impunità.
Esigiamo che venga applicata la Legge Mancino per impedire il radicarsi, attraverso l'apertura di sedi e l'organizzazione di manifestazioni razziste, di movimenti dichiaratamente fascisti e xenofobi come Forza Nuova.
Non è più possibile rimanere a guardare, fermiamo ora la caccia alle streghe!
Manifestazione regionale antirazzista per i diritti dei migranti e in solidarietà alle famiglie romene, sabato 29 settembre 2007 ore 14
per le adesioni mandare una mail a 29settembrepv@gmail.com
Data: 29-09-2007 Autore: CSA Barattolo |
Donna moderna, antica repressionePiera Capitelli, 57 anni, sindaco di Pavia, eletta nel 2005 in una lista di Centro-sinistra, da quest'estate è impegnata in una complessa operazione di sgombero di accampamenti rom...
...E' STATA IMPEGNATA A:
- Ignorare per anni una situazione sociale di degrado, per poi trasformarla in una di ordine pubblico, quando da tempo si incentivavano soluzioni praticabili di inserimento, rimaste però inascoltate.
- Sfollare 200 persone, uomini, donne e bambini, lasciandole a cielo aperto, senza pensare ad una sistemazione alternativa, ad un pasto ad un bicchiere d'acqua.
- Ignorare i diritti fondamentali dei minori, impedendo di fatto la regolare frequentazione scolastica.
- Assecondare le mire di piccoli e grandi speculatori, che non aspettavano altro se non lo sgombero e l’abbattimento dell’area Snia, per potervi costruire l’ennesimo centro commerciale.
- Negare le colpe dei partiti xenofobi, Forza Nuova e Lega, nell'organizzazione dei tumulti di piazza sfociati addirittura nella venuta di Fiore e Borghezio, non votando in consiglio comunale un ordine del giorno che li accusasse apertamente.
DALL'ALTRA PARTE:
- Volontari di associazioni, comitati e partiti di sinistra che, dal momento in cui gli sfollati sono stati confinati perlopiù in locali inadeguati, privi di acqua, luce e gas, si sono attivati per fornirgli alimenti, medicinali, generi sanitari e un poco di conforto.
- Persone che non potevano chiudere gli occhi, nè ora, nè negli anni passati, su una situazione sociale andata aggravandosi nel corso del tempo e alfine fatta esplodere insensatamente in tutta la sua drammaticità.
- Donne e uomini capaci di cercare soluzioni concrete per l’integrazione dei Rom: casa, lavoro e istruzione. Tutto questo nell’assoluta indifferenza delle istituzioni locali.
- Elettori che si erano fidati della “città dell’accoglienza” tanto sbandierata durante il periodo elettorale.
CHIEDIAMO:
- Vengano approntati fin d’ora dei programmi di inserimento lavorativo di concerto con i sindacati, le associazioni di categoria e le associazioni attive nel sociale.
- Continui il processo di inserimento dei bambini nelle scuole della città e della provincia.
- Si attuino interventi volti favorire la ricerca di una soluzione abitativa autonoma da parte dei migranti (come ad esempio l’istituzione di un fondo comunale di garanzia a tutela dei proprietari), spesso impossibile da raggiungere non solo per gli affitti elevati, ma anche per i timori e il pregiudizio comune.
- Venga applicata la Legge Mancino per impedire il radicarsi, attraverso l'apertura di sedi e l'organizzazione di manifestazioni razziste, di movimenti dichiaratamente fascisti e xenofobi come Forza Nuova.
- Le dimissioni immediate del sindaco e degli assessori della Giunta, responsabili politici e morali di questo clima di intolleranza senza precedenti nella storia di Pavia.
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Data: 29-09-2007 Autore: CSA Barattolo - Collettivo Co.R.S.A.Ri. |
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