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Comunicato in risposta al sindaco

Che il comune stia portando avanti una battaglia del tutto dogmatica e ideologica contro il Barattolo non è una novità. Che per farlo si stia arrampicando sugli specchi, utilizzando qualsiasi appiglio burocratico e nascondendosi dietro un inesistente disturbo alla quiete pubblica (per cui infatti non abbiamo mai ricevuto alcuna multa ne alcun rapporto in tal senso dai vigili) è cosa che non sorprende. Ma domenica, sulle pagine della provincia pavese, la dichiarazioni di Cattaneo hanno superato qualsiasi immaginazione. Il Barattolo ora diventa anche un “problema di sicurezza” perché «Intorno a al Barattolo si sono create le situazioni più gravi». La frase si riferisce, come scrive il giornalista, al fatto che “Il Barattolo infatti è stato incendiato ed è in corso un procedimento verso un esponente di Forza Nuova per gli scontri del 2008.”. Se in questa città quindi esistono gruppi neofascisti che appiccano incendi e organizzano azioni squadriste per aggredire gli studenti la colpa è di chi ancora si ostina a promuovere i valori della resistenza come democrazia e antifascismo. Il ragionamento non fa una grinza. Giusto per rinfrescare le memorie dei più disattenti: nel 2001 alla vigilia del 25 aprile, in un periodo in cui le aggressioni neofasciste ai danni di studenti e cittadini conoscono una preoccupante escalation, il Barattolo viene incendiato durante la notte. La dinamica non lascia dubbi sul fatto che si tratti di un attentato di matrice neofascista. L’anno scorso il 15 ottobre, i militanti di Forza Nuova (la cui sede, era stata da poco aperta proprio a 100 metri dal centro, nonostante una campagna cittadina ne avesse sottolineato il rischio), incappucciati e armati di spranghe e tirapugni assalirono prima due ragazzi che si stavano recando alla festa universitaria ospitata nel centro sociale, e quindi i loro soccorritori. Il bilancio fu di 7 ragazzi (le vittime delle due aggressioni) mandati all’ospedale. Per questa aggressione il segretario uscente di FN, Diego di Sopra, è stato rinviato a giudizio (nessun indagato del Barattolo dal momento che tutti i testimoni, senza alcuna esclusione, hanno confermato l’aggressione da parte di FN). Il giorno dopo l’attuale vicesindaco Centinaio dichiarava sulle pagine di facebook che “FN ha fatto quello che tutti i pavesi avrebbero voluto fare” definendo i volontari del Barattolo delle “zecche”. È lo stesso Centinaio che nel 2003 fu filmato mentre, nottetempo, accoglieva nella sede pavese della Lega Nord i militanti del Veneto Fronte Skinheads, all’indomani del loro assalto al Barattolo durante una conferenza sulle nuove destre organizzata dal comitato unitario antifascista (di cui facevano parte vari facinorosi come i partigiani dell’Anpi..). Anche quella volta ci furono vari feriti (tra cui anche un agente della polizia) e il processo condannò tutti i responsabili dell’aggressione. L’avvocato dei neonazisti, in quell’occasione, era Pietro Trivi , anch’egli membro dell’attuale giunta.

Negli ultimi tempi le aggressioni, gli inseguimenti notturni, gli agguati da parte di questi loschi individui, si stanno nuovamente moltiplicando, favoriti dal clima fomentato da una giunta per cui l’unico problema di Pavia sembra essere rappresentato da centri sociali e immigrati. D’altra parte il buon Cattaneo ha un debito verso questo partito, chiaramente anticostituzionale, dato che, in campagna elettorale, FN ha esplicitamente dichiarato di “rinunciare a presentare un proprio candidato per sostenere la candidatura di Cattaneo”.

Nel frattempo, mentre il nostro sindaco sembra aver perso il lume della ragione, siamo ancora in trepidante attesa delle sue risposte sulle questioni che i “100 privilegiati” (prima del corteo diceva 30, è già un passo in avanti…) del Barattolo hanno sollevato: il ritiro delle assurde ordinanze antibivacco-antibadanti, la questione degli spazi di aggregazione e di libera espressione per i giovani, la svendita del nostro territorio (la lottizzazione del parco della Vernavola, il parcheggio di tre piani al posto dei bagni pubblici, l’ecomostro broni-mortara per citare solo alcuni esempi), la presenza della mafia in città, i tagli ai finanziamenti e gli aumenti delle rette per alcuni servizi fondamentali (autobus e asili) e, infine, l’ambiguo senso della legalità che, a dicembre, li ha indotti a sgomberare e criminalizzare intere famiglie immigrate (murando uno degli ultimi centri d’accoglienza del pavese e interrompendo illegalmente il percorso scolastico dei minori) proprio mentre si commuovevano di fronte all’arresto dell’assessore provinciale Rosanna Gariboldi, rea di aver riciclato tramite un suo conto estero cifrato (co-intestato al marito, e vero sindaco di Pavia, Abelli) soldi pubblici ricavati da bonifiche “allegre”. Se un giorno volesse risponderci, anche tra qualche mese, sa dove trovarci: Via dei mille 130, C.S.A. Barattolo. Saremo sempre lì.

Data: 23 Febbraio 2010
Autore: CSA Barattolo


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