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Cronistoria Rapporti Comune-CSA

Una storia dei rapporti col comune per tutti coloro che ce l'hanno chiesto.

1997-2006

Il Barattolo nasce dall'iniziativa del collettivo Co.r.s.a.ri. come tappa del loro progetto per un Quartiere Sociale (ancora oggi reperibile sul sito). Era l'autunno del 1997 e in comune c'era la prima giunta albergati. Lo spazio era stato ristrutturato qualche tempo prima con i fondi della regione o dell'Unione Europea per farne un centro giovanile. Ai tempi in cui sono entrati i corsari era vuoto e inutilizzto, fatto salvo un personaggio che faceva plastici della tangenziale. L'assessore di riferimento era Eligio Gatti.
Un anno dopo la nascita i Co.r.s.a.ri, dopo una lunga, e non indolore, discussione interna diventano associazione cooperante col comune (sì lo sappiamo…fa un po' ridere la denominazione), condizione per poter stipulare una convenzione ed avere in gestione lo spazio. Nel frattempo conviviamo per un annetto con Pietro Ferrari e la sua associazione Aiutiamoli (divenuta poi Aiutiamoci..) che, dopo alcune mire espansionistiche, ottiene altri spazi e lascia il Barattolo.
A differenza di quanto sostenuto dall'amministrazione, ci vorrà molto più tempo del previsto per arrivare al traguardo della convenzione, perchè di fronte alle obiezioni dell'opposizione e alle diffidenze interne alla stessa maggioranza di centro-sinistra per le posizioni critiche molto spesso assunte dai corsari, manca il coraggio e la volontà di portare la discussione in consiglio comunale, passo reso necessario dalla mancanza di un regolamento di utilizzo della struttura che ci dicevano essenziale per poter stipulare la convenzione, in parte credo motivato dalla volontà di non dare l'impressione di lasciare ai corsari carta bianca. Nel frattempo la questione è passata nelle mani del nuovo assessore alle politiche giovanili Francesco Adenti.
In quel periodo accettiamo a malincuore (non avendo alcuna garanzia di poter rientrare) di sospendere le attività per diversi mesi per permettere i lavori strutturali di insonorizzazione delle mura e del soffitto, oltre che l'installazione delle porte anti-incendio. E' un periodo abbastanza teso in cui facciamo anche qualche capatina in consiglio con azioni simboliche (le “magliette bianche” per gli spazi sociali, cugine delle “tute bianche” dei disobbedienti). Dopo un mese dalla riapertura il Barattolo brucia a causa di un attentato incendiario di matrice neofascista. Appena predisposto il dissequestro i corsari, in modo del tutto autonomo e nonostante il parere contrario dell'amministrazione, incominciano a rimettere a posto la struttura pulendo la fuliggine che aveva completamente coperto ogni angolo dello spazio, ripiastrellando le parti di pavimento rotte e ridipingendo completamente la struttura. A cose fatte questo ha permesso all'amministrazione di risparmiare diverse (forse decine ma non vorrei esagerare) migliaia di euro rispetto al preventivo iniziale (forse andrebbe ricordato più spesso). Alla fine per illuminazione fuori e sistema d'allarme hanno speso circa 3.000 euro, anche se ne hanno fatti comparire 14.000...
E' il 2002 e in quell'anno finalmente viene portata in consiglio la questione del regolamento: il risultato è frutto di un compromesso tra maggioranza e opposizione (ma forse sarebbe maglio dire interno alla maggioranza perchè i numeri ci sarebbero pure stati). Viene formalizzato l'affitto di 2200 e qualcosa euro all'anno (che sembrerà poco ma ricordate che siamo tutti volontari, che teniamo prezzi bassi e ingressi a offerta per ovvie finalità sociali ecc.). Viene fissato un orario rigido di chiusura (non al pubblico, a tutti, noi compresi) alla mezzanotte (anche nei week-end), viene stabilito l'obbligo di non servire bevande e cibi ai frequentatori (cosa che invece prima potevamo fare, a norma di legge, facendo associare le persone che partecipavano agli eventi organizzati). Per darvi l'idea dell'assurdità che ha condotto alla stesura di questo documento: nel regolamento c'è scritto esplicitamente che non è possibile stabilire la sede dell'associazione al barattolo (perchè?) ma, è stata inserita (su proposta di Adavastro, allora segretario dei ds, e del consigliere Marchitelli) come grande conquista la possibilità di mettere il nome dell'associazione sulla cassetta delle lettere. Questo regolamento, salvo forse qualche minima modifica (di cui però non ho memoria) è lo stesso in vigore oggi ed è la prima causa delle violazioni che noi siamo obbligati a fare per svolgere effettivamente quelle attività rivolte ai giovani che costituiscono la finalità (secondo lascito) del locale. La convenzione iniziale, oltre ad essere subordinata ai limiti fissati dal regolamento, li inaspriva ulteriormente dal momento che non ci riconosceva una gestione completa dello spazio ma fissava tempi assai ristetti (se non ricordo male i pomeriggi infrasettimanali e pomeriggio più sera nel week end) e poneva la condizione che gli eventi fossero destinati "ai soli soci".
Segue un periodo sostanzialmente calmo in cui gli screzi col comune non arrivano mai a mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa del posto (fatta salva una volta in cui abbiamo dovuto nascondere le porte per evitare che l'operaio cambiasse le chiavi…ma era più una risposta divertente che altro) anche in virtù della forza che in quel periodo hanno i movimenti e del ruolo che il Barattolo si è ritagliato al loro interno.



2006-2008

Negli anni successivi passiamo sotto Bengiovanni, Fantoni con una breve parentesi sotto la Capitelli che, dopo poco, si stufa rifiutandosi di incontrarci a più riprese (date le critiche che le avevamo mosso, non solo sulla "questione Barattolo") La convenzione (che fino allora era di durata annuale) è scaduta da diverso tempo e noi siamo tornati ad essere abusivi. Intanto è nato il comitato dei residenti borgo (che dovrebbe in realtà chiamarsi "comitato di 4 tra i residenti del borgo" come dimostrano le firme nelle lettere che continuano a mandare) e con Fantoni ci si decide di affrontare il problema delle regole che non rispettavamo cercando di individuare delle soluzioni. Per mettere a tacere i 4 vicini ,che si fanno forza di una rilevazione arpa del 2006 (che si sono sempre rifiutati di farci vedere) acconsentiamo ancora una volta, nonostante i vigili non avessero mai riscontrato violazione dei limiti acustici (sfido chiunque a trovare anche solo un verbale in cui dicano il contrario), a sospendere le attività per fare ulteriori lavori di insonorizzazione (cambio dei pannelli isolanti sul soffitto e frangirumore sulle finestre) che abbassano di molto l’impatto acustico della musica rendendolo di fatto NULLO dalla strada. L'assessore pensa inizialmente di poter migliorare la situazione solo modificando la convenzione (mentre noi dicevamo da anni che era il regolamento prima di tutto a dover essere cambiato) ma dopo un certo periodo anche Fantoni conviene che senza cambiare regolamento il resto non ha molto senso. Tuttavia per cambiare il regolamento si doveva passare per il consiglio comunale ed era chiaro che non c'era la volontà politica da parte del resto della giunta, sindaco in testa. Poco dopo i problemi interni alla giunta nei rapporti con rifondazione inducono Fantoni alle dimissioni e lo sostituisce la Nizzoli. Con lei non si parla nemmeno di regolamento e ci si pone il problema di rispondere alle crescenti critiche sul nostro uso abusivo della struttura stipulando la convenzione il prima possibile. In questa convenzione ci sono alcuni elementi nuovi, viene riconosciuto formalmente per la prima volta la presenza di altri gruppi che già partecipavano alla gestione dello spazio (gnufunk, ciclofficina popolare, Pisa) e si inserisce Babele stabilendo una distinzione nei tempi di gestione per cui Babele ha tutto i giorni fino alle 19.00 (o un'orario del genere, scusate non ce l'ho sottomano) e le altre associazioni gestiscono il posto nelle fasce orarie successive (senza riferimenti ad ulteriori spartizioni tra di esse). I tempi brevi imposti dall'amministrazione dopo l'elaborazione della bozza definitiva, avevano bloccato l'idea di inserire anche il Gruppo di acquisto solidale, che avrebbe avuto bisogno di un mese per elaborare un progetto esplicitamente rivolto ai giovani da inserire nel "progetto Barattolo" a cui aderivano le altre 4 associazioni. Altre novità: viene eliminato il vincolo a fare iniziative "solo per i soci" e si prolunga la durata di due anni. Si introduce (o si conferma, potrei anche sbagliarmi) l’obbligo di annunciare con 15 giorni d’anticipo (pena possibilità di rescissione immediata della convenzione) le attività. Una misura volta a permettere il controllo (e la possibilità di intervenire ponendo veti) sulle attività svolte all’interno.

Ora immagino la domanda: “se non eravate d’accordo e sapevate di non poterle rispettare perché avete sottoscritto tali norme?” Semplice, perché se non l’avessimo fatto ci saremmo trovati ad essere totalmente abusivi e senza nemmeno uno straccio di garanzia, ci saremmo cioè trovati nella situazione in cui siamo oggi (con la convenzione annullata dal comune) già dai primi giorni della nuova giunta, se non (molto probabilmente) da ancora prima…



2009 in poi…

Veniamo così al capitolo rapporti con la giunta Cattaneo: o ottobre abbiamo fatto girare, inviato al comune e pubblicato sui giornali un documento in cui ci dicevamo disponibili a discutere alcune questioni legate alle modalità con cui gestiamo il posto facendo anche notare che per i concerti ad esempio c’eravamo già dati un codice di autoregolamentazione su orari, frequenze, volumi ecc…Tuttavia chiedevamo, invece che soffermarsi sulle nostre infrazioni, di ridiscutere le norme del regolamento e della convenzione, di cui ho già parlato, in quanto chiaramente incompatibili con qualsiasi forma di aggregazione (non solo giovanile). Risposta di Faldini: “voi non avete diritto di chiedere nulla, siete qui perché noi vi abbiamo convocato per dire che dovete rispettare ogni virgola di ciò che avete firmato. Inoltre abbiamo una rilevazione dell’arpa fatta 3 mesi fa che attesta che siete ancora fuori dai limiti, quindi lo spazio non è adatto a fare musica” Siccome nel periodo indicato da Faldini non avevamo NESSUNA attività gli ho chiesto di farmi vedere la rilevazione e mi sono sentito rispondere che “non ne avevamo diritto”. A mesi di distanza sia Faldini che i vicini citano ancora solo la rilevazione del 2006 (badando bene di non specificare che risale a prima degli ultimi lavori) dal momento che l’altra evidentemente non è mai esistita. Gli stessi vigili attestano che non abbiamo mai superato i limiti in ogni controllo che hanno fatto. E’ seguito quindi un incontro con Cattaneo e l’assessore in cui sono stati ribaditi i concetti dell’incontro precedente e ci è stato comunicato 1- che la convenzione non ci sarebbe stata rinnovata comunque a giungo, cascasse il mondo. 2- che stavano pensando a dare in gestione il Barattolo ad “una cooperativa” (chiaramente pagandola dato l’affitto che paghiamo noi gli fanno schifo…) la gestione del locale in modo da permettere comunque ai giovani che ne facciano richiesta di svolgerci le proprie iniziative. Notare che pochi giorni prima eravamo stati contattati da un emissario di una nota cooperativa di Pavia che gestisce tutti i service delle iniziative culturali in città e che ha tra i due fondatori un membro attivo del pdl, amico di infanzia di Cattaneo, che ha svolto la sua campagna elettorale. Sostanzialmente volevano sondare la nostra disponibilità con una proposta identica a quella che 2 giorni dopo ci avrebbe fatto il sindaco. Chiaramente abbiamo gentilmente risposto che questo non ci interessava perché non vogliamo semplicemente fare musica ma avere uno spazio aperto a tutti per discutere e agire, costruire qualcosa in modo libero e indipendente da ogni forma di censura comunale.

Qualche giorno dopo l’incontro in comune abbiamo saputo da un articolo sulla Provincia Pavese che il comune ci aveva imposto il divieto di fare musica promettendo ai giovani di Pavia spazi per fare musica (il mercato coperto, un nuovo spazio al cravino). Chiaramente erano promesse pretestuose e oggi i posti promessi sono stati destinati ad altro e tutto è caduto nel dimenticatoio.

Pertanto dopo mesi abbiamo deciso di ripartire con un’iniziativa dal forte significato sociale: il concorso sconcertante per le giovani band pavesi (giunto alla 6° edizione), per dar loro la possibilità di farsi conoscere in una città in cui non hanno spazi al di fuori delle (economicamente dispendiose) sale prove. Il concerto di sabato era l’appuntamento di lancio del concorso. Così come l’interruzione della musica ci è stata comunicata a mezzo stampa dal comune,così anche la ripartenza è stata da noi comunicata a mezzo stampa (consapevoli che avrebbero comunque trovato un appiglio legale per cacciarci). Siamo stati convocati e ci hanno chiesto di 1-annullare il concerto di sabato scorso 2-sospendere l’organizzazione del concorso per poter valutare la possibilità di farlo in altri spazi privati (ovviamente da pagare) che aveva già contattato e di cui millantava di aver ricevuto la disponibilità: uno di questi era spazio musica che, sentito da noi la sera stessa, ha negato di aver dato la disponibilità a Faldini (sentito solo al telefono) sia per la diversità che caratterizza le nostre iniziative da quelle di un locale privato sia per pure e semplici incompatibilità di calendario; l’altro era il Nirvana, locale che, oltre ad essere frequentato da personaggi particolarmente avvezzi a far saluti romani, è di proprietà dell’assessore Bobbio Pallavicini. Potete immaginare la nostra risposta…

Come conseguenze di questo incontro, che è servito loro per ribadire che siamo noi brutti e cattivi e non vogliamo alcun dialogo, giovedì ci hanno mandato una pattuglia dei vigili urbani che ci ha impedito di svolgere il cineforum dietro minaccia di denuncia penale per il responsabile formale dei corsari. Nel frattempo abbiamo saputo da fonte certa che il comune aveva organizzato una “retate” della polizia per sabato mattina, momento in cui di solito le famiglie del gruppo di acquisto solidale (che formalmente sono abusivi) si ritrovano al Barattolo per le consegne degli ortaggi. Per fortuna per questo sabato non era in programma ma alcuni di noi erano comunque presenti e hanno potuto confermare un continuo e inusuale movimento di volanti delle forze dell’ordine in via dei mille.

Sabato, consapevoli che ciò sarebbe nuovamente successo, abbiamo predisposto un elenco di 58 persone che si dichiaravano responsabili dell’organizzazione del concerto sollevando da ogni responsabilità i responsabili delle associazioni. Come previsto i vigili sono arrivati per svolgere controlli. Un gruppo espressamente incaricato li ha fermati sulla soglia del Barattolo spiegando loro l’inopportunità di un intervento all’interno della struttura, dato il clima suscitato dall’ennesima intimidazione del comune. Molte persone (circa un centinaio)intervenute per il concerto sono uscite e, prima che la situazione si inasprisse, sono state convinte dagli organizzatori a tornare all’interno e a continuare la festa. Nel frattempo i vigili, confrontatisi col comandante, hanno constatato l’inopportunità di un loro intervento dentro la struttura e, in un clima assolutamente sereno, come testimoniato dai video che abbiamo girato, hanno riconosciuto la responsabilità mostrata dagli organizzatori nell’evitare ulteriori inutili tensioni. Hanno inoltre riscontrato la TOTALE assenza di disturbo dalla strada tanto che, per convincerli del fatto che la musica fosse iniziata già da un pezzo, abbiamo dovuto aprire le porte sulla facciata davanti del Barattolo onde riuscire a sentire un minimo di rumore.

Come volevasi dimostrare il giorno dopo Cattaneo e Faldini hanno comunicato l’intenzione di proporre in giunta la rescissione della convenzione. Lunedì pomeriggio si è riunita la giunta e ha deliberato la rescissione immediata della convenzione dei corsari, di gnufunk, dei ciclopi e di PISA.

Data: 06 Febbraio 2010
Autore: CSA Barattolo


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